Come smaltire i bancali usati in modo corretto? Normativa, codici CER, consorzio Rilegno e soluzioni operative per la Lombardia
Lo smaltimento bancali rappresenta un obbligo ambientale e logistico che coinvolge migliaia di imprese lombarde ogni anno. I pallet in legno, comunemente chiamati bancali, costituiscono il principale supporto per la movimentazione merci nella filiera industriale e distributiva: solo in Italia circolano oltre 200 milioni di unità, di cui una quota significativa raggiunge il fine vita e necessita di un corretto trattamento come rifiuto. La classificazione ai fini del Catalogo Europeo dei Rifiuti dipende dall’origine e dall’eventuale contaminazione del bancale, con codici CER che spaziano dal 15 01 03 (imballaggi in legno) al 17 02 01 (legno da costruzione e demolizione) fino al 20 01 38 (legno da raccolta urbana). Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e attiva dal 2003 su tutto il territorio lombardo, offre un servizio integrato di ritiro, classificazione e smaltimento pallet conforme alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006 e alle direttive del consorzio Rilegno.
Questa guida analizza nel dettaglio le tipologie di bancali soggetti a obbligo di smaltimento, il quadro normativo aggiornato al 2026, le procedure operative dalla raccolta alla certificazione finale, e i fattori che incidono sui costi del servizio. L’obiettivo è fornire ai responsabili ambientali, ai direttori di stabilimento e agli operatori logistici di tutta la Lombardia le informazioni essenziali per gestire correttamente i rifiuti in legno da imballaggio, evitando sanzioni e massimizzando le quote di recupero.
Cosa sono i bancali a fine vita e come si classificano ai fini dello smaltimento
I bancali (o pallet) diventano rifiuto quando non sono più idonei al reimpiego nella movimentazione merci e il detentore decide di disfarsene. La classificazione del bancale come rifiuto segue le disposizioni dell’art. 183, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 152/2006, e il codice CER assegnato dipende dall’origine del rifiuto, dalla composizione del materiale e dall’eventuale presenza di sostanze pericolose.
Nel panorama industriale lombardo i bancali costituiscono una delle categorie di rifiuti in legno più diffuse. La Lombardia, con il suo tessuto produttivo che genera circa il 22% del PIL manifatturiero nazionale, produce ogni anno volumi significativi di pallet a fine vita provenienti da stabilimenti industriali, centri logistici, piattaforme della grande distribuzione organizzata (GDO) e cantieri edili. La corretta identificazione della tipologia di bancale è il primo passo per determinare il codice CER applicabile e la procedura di smaltimento conforme.
Tipologie di bancali e relativa classificazione
Esistono diverse categorie di bancali, ciascuna con caratteristiche costruttive, normative di riferimento e codici CER specifici:
- Bancali EPAL/EUR: pallet standardizzati (800 × 1200 mm) conformi alla norma UNI EN 13698-1, marchiati EPAL o EUR, progettati per il riutilizzo multiplo. Quando non più riparabili, diventano rifiuto CER 15 01 03.
- Bancali a perdere: pallet monouso, realizzati con legno di qualità inferiore, non destinati alla restituzione. Classificati come CER 15 01 03 se utilizzati come imballaggio per il trasporto merci.
- Bancali trattati ISPM-15: pallet sottoposti a trattamento fitosanitario (termico HT o con bromuro di metile MB) per il commercio internazionale. Il trattamento chimico può influire sulla classificazione come rifiuto pericoloso o non pericoloso.
- Bancali in legno da cantiere: utilizzati come supporto per materiali edili. Se provenienti da attività di costruzione e demolizione, si classificano sotto il codice CER 17 02 01.
- Bancali contaminati: pallet che hanno assorbito sostanze chimiche (oli, solventi, vernici) durante l’uso. Possono essere classificati come rifiuti pericolosi con codice CER 15 01 10* o 17 02 04*.
| Tipologia bancale | Codice CER | Descrizione CER | Pericolosità |
|---|---|---|---|
| Bancale EPAL/EUR da imballaggio | 15 01 03 | Imballaggi in legno | Non pericoloso |
| Bancale a perdere da imballaggio | 15 01 03 | Imballaggi in legno | Non pericoloso |
| Bancale da cantiere edile | 17 02 01 | Legno (da C&D) | Non pericoloso |
| Bancale da raccolta urbana/assimilato | 20 01 38 | Legno diverso da 20 01 37 | Non pericoloso |
| Bancale contaminato da sostanze pericolose | 15 01 10* | Imballaggi con residui pericolosi | Pericoloso |
| Bancale in legno trattato con preservanti pericolosi | 17 02 04* | Legno trattato (da C&D) | Pericoloso |
La distinzione tra bancale riutilizzabile e bancale-rifiuto è fondamentale. Un pallet EPAL in buone condizioni strutturali può essere riparato e reimmesso nel circuito logistico; un bancale con tavole rotte, chiodi sporgenti o deformazioni irreversibili deve invece essere avviato al corretto percorso di smaltimento o recupero. Il principio della gerarchia dei rifiuti stabilito dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 impone di privilegiare in ordine: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero energetico e, solo in ultima istanza, lo smaltimento in discarica. Per un approfondimento sulle classificazioni CER, si consulti il portale rifiuti di ISPRA.

Normativa sullo smaltimento bancali: D.Lgs. 152/2006, sistema Rilegno e obblighi CONAI
Lo smaltimento dei bancali in legno è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), integrato dal D.Lgs. 116/2020 che recepisce le direttive europee 2018/851 e 2018/852 su rifiuti e imballaggi. Il quadro normativo impone a produttori e detentori di rifiuti in legno da imballaggio obblighi precisi in materia di classificazione, tracciabilità e conferimento a soggetti autorizzati.
Il Titolo I della Parte IV del D.Lgs. 152/2006 stabilisce le responsabilità del produttore e del detentore del rifiuto. Chi genera bancali a fine vita nell’ambito della propria attività produttiva o commerciale è tenuto a:
- Classificare il rifiuto attribuendo il corretto codice CER secondo l’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006
- Stoccare i bancali in aree dedicate, conformi ai requisiti dell’autorizzazione al deposito temporaneo (art. 185-bis)
- Affidare il trasporto esclusivamente a imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti
- Conferire il rifiuto a impianti di trattamento, recupero o smaltimento dotati di regolare autorizzazione regionale
Il consorzio Rilegno e il sistema CONAI
Per i bancali classificati come imballaggi in legno (CER 15 01 03), il sistema di gestione si articola attraverso il consorzio Rilegno, che opera all’interno del sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Rilegno coordina la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in legno su tutto il territorio nazionale, attraverso una rete di circa 400 piattaforme convenzionate. Nel 2024, Rilegno ha gestito oltre 1,9 milioni di tonnellate di legno, raggiungendo un tasso di riciclo superiore al 64% rispetto all’immesso al consumo.
Le imprese che producono o utilizzano imballaggi in legno sono soggette al Contributo Ambientale CONAI (CAC), attualmente fissato a 7,00 €/tonnellata per gli imballaggi in legno. Questo contributo finanzia le attività di raccolta differenziata e riciclo gestite dal sistema consortile. Le aziende possono adempiere ai propri obblighi di smaltimento bancali conferendo i pallet a fine vita alle piattaforme Rilegno convenzionate oppure affidandosi a operatori privati autorizzati come Mageco S.r.l.
Deposito temporaneo e limiti normativi
L’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020, disciplina il deposito temporaneo dei rifiuti presso il luogo di produzione. Per i bancali a fine vita, il produttore deve rispettare alternativamente uno dei seguenti limiti:
- Limite quantitativo: massimo 30 metri cubi di rifiuti non pericolosi (oppure 10 m³ per i pericolosi), con obbligo di conferimento almeno trimestrale
- Limite temporale: conferimento entro un anno dalla data di produzione del rifiuto, indipendentemente dalla quantità accumulata
Il superamento di tali limiti senza la necessaria autorizzazione configura il reato di gestione non autorizzata di rifiuti ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006, con sanzioni che vanno dall’ammenda fino all’arresto. I trasportatori devono essere regolarmente iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Per le verifiche sulle autorizzazioni regionali, si faccia riferimento al sito ufficiale di ARPA Lombardia.
Documentazione obbligatoria
Ogni operazione di smaltimento bancali deve essere accompagnata dalla seguente documentazione:
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento di trasporto in quattro copie conformi, previsto dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, che accompagna il rifiuto dal produttore all’impianto di destinazione
- Registro di carico e scarico: registro cronologico vidimato dalla Camera di Commercio, in cui il produttore annota le operazioni di produzione, stoccaggio e conferimento dei rifiuti (art. 190)
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 aprile, che riporta i quantitativi di rifiuti prodotti, trasportati e gestiti nell’anno precedente
- RENTRI: il nuovo Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, operativo dal 2025, che sostituirà progressivamente i registri cartacei con un sistema digitale integrato
Per i bancali contaminati classificati come rifiuti pericolosi (CER 15 01 10* o 17 02 04*), è inoltre necessaria l’analisi chimica di caratterizzazione del rifiuto, da effettuare presso un laboratorio accreditato, ai sensi dell’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006.
Come funziona lo smaltimento dei bancali in Lombardia: procedura operativa completa
Il processo di smaltimento bancali si articola in cinque fasi principali: selezione e classificazione, documentazione, raccolta e trasporto, trattamento presso impianto autorizzato e rilascio della certificazione finale. Ciascuna fase è soggetta a obblighi normativi specifici e richiede competenze tecniche specializzate per garantire la piena conformità ambientale.
In Lombardia, la gestione dei rifiuti in legno è coordinata dalla Direzione Generale Ambiente e Clima della Regione Lombardia e monitorata da ARPA Lombardia attraverso le proprie sezioni provinciali. Le autorizzazioni agli impianti di trattamento sono rilasciate dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente per territorio, secondo le disposizioni dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006.
Fase 1 — Selezione e classificazione dei bancali
La prima operazione consiste nella separazione dei bancali secondo il loro stato e la loro destinazione:
- Bancali riutilizzabili: pallet EPAL/EUR ancora idonei al reimpiego vengono separati e reimmessi nel circuito logistico, in conformità al principio di prevenzione (art. 179 D.Lgs. 152/2006)
- Bancali riparabili: pallet con danni minori (una o due tavole rotte) vengono avviati a centri di riparazione autorizzati per il ripristino e il riutilizzo
- Bancali a fine vita non contaminati: classificati con il codice CER appropriato (15 01 03, 17 02 01 o 20 01 38) e avviati al recupero (riciclaggio del legno) o allo smaltimento
- Bancali contaminati: sottoposti ad analisi chimica per la caratterizzazione e classificati come pericolosi o non pericolosi in base ai risultati
Fase 2 — Preparazione della documentazione
Prima della movimentazione, il produttore o il gestore ambientale incaricato compila il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) indicando: i dati del produttore, il codice CER, la quantità stimata in chilogrammi, il trasportatore autorizzato, l’impianto di destinazione e l’operazione di recupero o smaltimento prevista (codice R o D). Il FIR viene emesso in quattro copie: una resta al produttore, una al trasportatore, due all’impianto di destinazione (che ne restituisce una controfirmata al produttore entro 90 giorni).
Fase 3 — Raccolta e trasporto
Il trasporto dei bancali a fine vita deve essere effettuato da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 4 (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi) o categoria 5 (rifiuti speciali pericolosi, per i bancali contaminati). Mageco S.r.l. è iscritta all’Albo e dispone di una flotta di automezzi adeguati al trasporto di rifiuti in legno, inclusi cassoni scarrabili da 20 e 30 m³ e bilici con pianale per grandi volumi.
Le modalità di carico dipendono dalla quantità e dallo stato dei bancali:
- Bancali integri impilabili: caricati su bilico con sponde, fino a 24 tonnellate per viaggio
- Bancali rotti o frammentati: conferiti in cassoni scarrabili, eventualmente previa triturazione grossolana in loco
- Bancali contaminati: trasportati in contenitori chiusi con etichettatura ADR se classificati pericolosi
Fase 4 — Trattamento presso impianto autorizzato
I bancali non contaminati vengono avviati prevalentemente al recupero di materia (operazione R3 — riciclaggio delle sostanze organiche) presso impianti autorizzati. Il processo prevede:
- Deferizzazione: rimozione di chiodi, graffe metalliche e altri elementi ferrosi mediante separatori magnetici
- Triturazione: riduzione del legno in chips (cippato) di dimensioni omogenee
- Vagliatura: separazione per granulometria e rimozione di impurità
- Produzione di materia prima secondaria: il cippato pulito diventa materia prima per pannelli truciolari, blocchetti per nuovi pallet, compost o lettiere per allevamenti
In alternativa, quando il recupero di materia non è tecnicamente possibile (ad esempio per bancali fortemente contaminati), il legno può essere avviato al recupero energetico (operazione R1) in impianti di termovalorizzazione autorizzati, oppure, in ultima istanza, allo smaltimento in discarica (operazione D1) per rifiuti non pericolosi.
Principali piattaforme e impianti autorizzati in Lombardia
| Provincia | Tipologia impianto | Operazioni autorizzate | CER accettati |
|---|---|---|---|
| Milano / Città Metropolitana | Piattaforma Rilegno convenzionata | R3, R13 | 15 01 03, 20 01 38 |
| Brescia | Impianto triturazione e recupero legno | R3, R1, R13 | 15 01 03, 17 02 01, 20 01 38 |
| Bergamo | Centro di selezione e recupero imballaggi | R3, R12, R13 | 15 01 03 |
| Varese / Como | Piattaforma ecologica polifunzionale | R3, R13, D15 | 15 01 03, 17 02 01 |
| Pavia / Lodi | Impianto recupero rifiuti in legno | R3, R13 | 15 01 03, 20 01 38 |
| Cremona / Mantova | Centro trattamento biomasse e legno | R3, R1, R13 | 15 01 03, 17 02 01, 20 01 38 |
Fase 5 — Certificazione e chiusura del ciclo
Al termine del trattamento, l’impianto di destinazione restituisce al produttore la quarta copia del FIR controfirmata, attestante l’avvenuto conferimento. Il produttore deve conservare i FIR per almeno cinque anni e annotare le operazioni nel registro di carico e scarico entro i termini previsti dalla legge. Con l’entrata a regime del sistema RENTRI, la tracciabilità dei rifiuti sarà gestita interamente in formato digitale, con aggiornamento in tempo reale delle movimentazioni.

Perché scegliere Mageco S.r.l. per lo smaltimento bancali in Lombardia
Mageco S.r.l. è un operatore ambientale specializzato nella gestione integrata dei rifiuti industriali, con oltre vent’anni di esperienza nel ritiro e nello smaltimento di bancali e rifiuti in legno su tutto il territorio lombardo. La sede operativa di Lainate (MI) consente di servire rapidamente le dodici province della Lombardia, con tempi di intervento che vanno dalle 24 alle 72 ore dalla richiesta.
Il servizio di smaltimento bancali offerto da Mageco si distingue per un approccio integrato che copre l’intera filiera: dall’analisi iniziale del rifiuto presso il sito del cliente, alla classificazione CER, alla compilazione della documentazione obbligatoria (FIR, registri, MUD), fino al trasporto con mezzi propri e al conferimento presso impianti autorizzati selezionati. Questo approccio solleva il cliente da ogni onere burocratico e operativo, garantendo al contempo la piena conformità normativa.
I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento bancali
- Conformità normativa garantita: ogni intervento è gestito da personale qualificato che assicura il rispetto integrale del D.Lgs. 152/2006 e delle normative regionali lombarde, eliminando il rischio di sanzioni per gestione non conforme dei rifiuti
- Ritiro rapido in tutta la Lombardia: grazie alla flotta di automezzi dedicati e alla rete di impianti convenzionati, Mageco garantisce il ritiro dei bancali a fine vita entro 24-72 ore in tutte le province lombarde, da Milano a Sondrio, da Como a Mantova
- Tracciabilità documentale completa: il cliente riceve copia di tutti i documenti di trasporto (FIR), i certificati di avvenuto smaltimento o recupero, e il supporto per la compilazione del MUD annuale e per l’iscrizione al sistema RENTRI
- Massimizzazione del recupero: Mageco privilegia il recupero di materia (R3) rispetto allo smaltimento in discarica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo del legno fissati al 30% entro il 2030 dal Regolamento PPWR
- Gestione di tutte le tipologie: bancali EPAL, EUR, a perdere, da cantiere, contaminati — Mageco dispone delle autorizzazioni e delle competenze per trattare ogni categoria, inclusi i bancali classificati come rifiuti pericolosi
- Consulenza ambientale integrata: oltre al servizio operativo, Mageco offre supporto tecnico per l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti in legno in azienda, inclusa la corretta organizzazione del deposito temporaneo e la formazione del personale addetto
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L’esperienza maturata nella gestione dei rifiuti in legno consente a Mageco di operare con efficienza anche in contesti complessi: grandi centri logistici con produzione giornaliera di decine di bancali, cantieri edili con rifiuti misti legno-inerti, stabilimenti chimici con bancali potenzialmente contaminati. Per ciascuno di questi scenari, il team tecnico di Mageco progetta la soluzione più idonea in termini di frequenza dei ritiri, tipologia di contenitori e percorso di trattamento.
Costi dello smaltimento bancali e domande frequenti
Il costo dello smaltimento bancali varia in funzione di diversi parametri tecnici e logistici. Non esiste un prezzo unico applicabile a tutte le situazioni, poiché ogni intervento viene preventivato sulla base delle specifiche condizioni operative del cliente. Mageco S.r.l. offre preventivi personalizzati e gratuiti, formulati dopo un sopralluogo tecnico o sulla base delle informazioni fornite dal cliente.
Fattori che influenzano i costi
- Quantità e volume: il costo unitario per tonnellata diminuisce significativamente con l’aumentare dei volumi conferiti; ritiri programmati di grandi quantitativi consentono economie di scala nel trasporto e nel trattamento
- Stato e classificazione CER: i bancali non contaminati (CER 15 01 03) hanno costi di trattamento inferiori rispetto ai bancali classificati come rifiuti pericolosi (CER 15 01 10* o 17 02 04*), che richiedono analisi chimiche e impianti specializzati
- Distanza dal sito di produzione all’impianto: la logistica del trasporto incide sul costo complessivo; siti ubicati nelle aree più periferiche della Lombardia (Sondrio, alto Varesotto) possono avere costi di trasporto superiori rispetto all’area metropolitana milanese
- Frequenza dei ritiri e modalità organizzative: ritiri programmati con cadenza regolare (settimanale, quindicinale, mensile) consentono una migliore pianificazione logistica e costi unitari più contenuti rispetto ai ritiri spot occasionali
- Destinazione finale: il recupero di materia (R3) ha generalmente costi inferiori rispetto allo smaltimento in discarica (D1), poiché il cippato di legno ha un valore di mercato come materia prima secondaria che compensa parzialmente i costi di trattamento
Domande frequenti sullo smaltimento bancali
Qual è il codice CER corretto per lo smaltimento dei bancali in legno?
Il codice CER per i bancali dipende dalla loro origine. I bancali utilizzati come imballaggio per il trasporto merci sono classificati con il codice CER 15 01 03 (imballaggi in legno). I bancali provenienti da attività di costruzione e demolizione rientrano nel codice CER 17 02 01 (legno da C&D). Infine, i bancali raccolti nell’ambito dei rifiuti urbani sono classificati con il codice CER 20 01 38. In caso di contaminazione da sostanze pericolose, si applicano i codici CER 15 01 10* o 17 02 04*.
I bancali EPAL possono essere smaltiti come rifiuti normali?
No, i bancali EPAL non possono essere conferiti nella raccolta indifferenziata dei rifiuti. Essendo classificati come rifiuti speciali (codice CER 15 01 03), devono essere gestiti secondo le disposizioni del D.Lgs. 152/2006, con compilazione del FIR e conferimento a impianti autorizzati. Prima dello smaltimento, è opportuno verificare se il bancale EPAL è ancora riutilizzabile o riparabile, in applicazione del principio di gerarchia dei rifiuti. Mageco S.r.l. effettua la selezione preliminare e avvia al recupero di materia i bancali non più idonei al reimpiego.
Quanti bancali posso accumulare in azienda prima di doverli smaltire?
Il deposito temporaneo di bancali a fine vita presso il luogo di produzione è disciplinato dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006. Il produttore può accumulare fino a 30 metri cubi di rifiuti non pericolosi con obbligo di conferimento almeno trimestrale, oppure conservarli per un massimo di un anno indipendentemente dalla quantità. Il superamento di questi limiti senza autorizzazione configura una violazione punibile con sanzioni amministrative e penali. Si consiglia di organizzare ritiri programmati con cadenza regolare per evitare accumuli eccessivi.
Che differenza c’è tra smaltimento e recupero dei bancali?
Lo smaltimento (operazioni D) prevede l’eliminazione definitiva del rifiuto, tipicamente in discarica (D1) o mediante incenerimento senza recupero energetico. Il recupero (operazioni R) mira invece a reimpiegare il materiale: il recupero di materia (R3) trasforma i bancali in cippato per la produzione di pannelli truciolari o compost, mentre il recupero energetico (R1) utilizza il legno come combustibile in impianti di termovalorizzazione. La normativa europea e il D.Lgs. 152/2006 privilegiano il recupero rispetto allo smaltimento. Mageco indirizza oltre l’85% dei bancali ritirati verso operazioni di recupero di materia.
Come vengono gestiti i bancali trattati con sostanze chimiche?
I bancali che hanno assorbito sostanze chimiche (oli, solventi, vernici, pesticidi) o che sono stati trattati con preservanti pericolosi richiedono una procedura specifica. È necessaria un’analisi chimica di caratterizzazione presso un laboratorio accreditato per determinare la natura e la concentrazione dei contaminanti. In base ai risultati, il bancale viene classificato come rifiuto pericoloso (CER 15 01 10* o 17 02 04*) e avviato a impianti di trattamento autorizzati per rifiuti pericolosi. Mageco gestisce l’intera procedura, dalla campionatura all’analisi fino al conferimento in sicurezza.
Mageco ritira i bancali anche in piccole quantità?
Sì, Mageco S.r.l. effettua il ritiro di bancali a fine vita anche in piccoli quantitativi, a partire da un singolo cassone scarrabile. Per le aziende che producono volumi contenuti di bancali da smaltire, Mageco propone soluzioni flessibili come il ritiro a chiamata o il posizionamento di contenitori dedicati con ritiro al raggiungimento di un volume minimo. Per quantità molto ridotte, è possibile organizzare il ritiro congiunto con altri rifiuti in legno per ottimizzare i costi di trasporto.
Quali documenti servono per smaltire i bancali?
Per ogni operazione di smaltimento o recupero di bancali sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) compilato in quattro copie, il registro di carico e scarico aggiornato, e la dichiarazione MUD da presentare annualmente entro il 30 aprile. Per i bancali classificati come rifiuti pericolosi è inoltre necessaria l’analisi chimica di caratterizzazione. Con l’entrata in vigore del sistema RENTRI, la documentazione sarà progressivamente digitalizzata. Mageco si occupa della compilazione del FIR e fornisce assistenza per tutti gli adempimenti documentali.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento bancali si inserisce nel più ampio contesto della gestione dei rifiuti in legno e degli imballaggi industriali. Mageco S.r.l. offre servizi specializzati per tutte le tipologie di rifiuti in legno e materiali correlati, operando in tutta la Lombardia con la medesima attenzione alla conformità normativa e all’efficienza operativa. Approfondisca i temi collegati consultando le nostre guide dedicate:
- Recupero bancali e pallet in legno: come funziona il riciclo
- Smaltimento legno: normativa, codici CER e procedure in Lombardia
- Smaltimento imballaggi industriali: guida completa CONAI e CER 15 01
- Smaltimento rifiuti speciali in Lombardia: obblighi e soluzioni
- Smaltimento segatura e trucioli di legno: classificazione e trattamento
Per le aziende che gestiscono volumi significativi di rifiuti in legno, Mageco propone inoltre convenzioni annuali personalizzate che includono il ritiro programmato di bancali, segatura, scarti di lavorazione del legno e altri imballaggi, con un unico interlocutore e una gestione documentale centralizzata. Per informazioni e preventivi gratuiti: telefono 02 8716 8731, email info@mageco.it.